Gli angoli della notte

Non so come la vediate voi, ma per me non puoi sentire un posto davvero tuo finché non ti sei ritrovato, almeno una volta, a vagarci solo e dimenticato in una notte strana. Magari ubriaco. Magari innamorato dopo aver scordato ogni ragione.

Una metropoli di luci spente. Un paese nano finito lì per sbaglio. A volte l’insospettabile periferia – Non importa se non c’eri mai stato prima, o se non ci tornerai mai più – Se una notte passeggi solo e quieto, ubriaco e con le mani in tasca in un posto che non conosci: che tu lo voglia o meno quel posto rimarrà tuo.

Nel silenzio e nell’ebrezza di quel momento lento, noterai i pregi più timidi, scoprirai i suoi scorci trascurati che altrimenti non avresti notato mai. E anche se è solo per una notte, una notte strana, quel posto si lascerà scoprire da te, ruffiano inciampato. Anche lui, immobile, si sbilancerà. Si lascerà frugare negli angoli e ti lascerà portare via qualcosa di se. Un ricordo. Il ricordo di te e lui in quel momento, nel silenzio della notte. Tu ubriaco e perso. Lui, fermo e vanitoso.. a guardare un passante strano, in una notte strana, che sicuramente si ricorderà d’esser passato di lá. Non so come la vediate voi, ma io è così che la vedo..

D.B.

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