“Quale Venere Nera? Miss.Helsinki è uno scherzo del progressismo”

Il mondo è malato, ormai è dato certo. La sua malattia si chiama politically correct, progressismo indotto, multiculturalismo coatto. E in onore di codeste malattie, oltre a storpiare le parole per cercare superflui sostantivi femminili, oltre a censurare classici del cinema animato perché ritenuti sessisti, oltre a ingrassare le Barbie per renderle più realistica (dimenticando però di dotare Ken di un pene), oltre a lasciare vaneggiare i suoi presunti intellettuali nell’auspicare l’africanizzazione dei nostri governi e la nostra cultura: adesso vuole convincerci anche che giurie – apparentemente composte da orbi – hanno il potere di sovvertire il concetto di bellezza, in barba ai canoni di Policleto, a quelli di Vitruvio, per venderci un’altra ‘bellezza’: la bellezza del progresso.

A palesare il culmine di questa metastasi apparentemente inestirpabile e coccolata dai progettisti del progresso appunto, è la recente vittoria di Miss.Helsinki 2017: Sephora Ikalaba, la finno-congolese di 1 metro e 65 che ieri è stata incoronata come massima bellezza scandinava sembra uno scherzo alla natura. Brutta? Non ci permetteremmo mai di dare un giudizio nel merito. Tanto bella da vincere un concorso di bellezza nel paese che ha esibito la sua bellezza e perfezione nei corpi umani di Suvi Koponen (testimonia di Chloé) o Sigrid Agren (angelo di Victoria Secret) ? Dio, no. Proprio no: ed è umiliante per chi guarda, oltre che per tutte le altre partecipanti che si riducono ad essere pedine illuse nel sempre più frequente gioco dei benpensanti con il ‘vizietto’ del multiculturalismo.
Che la bellezza non sia più al centro delle gare di bellezza, è una novità di questo breve inizio secolo alla quale stiamo facendo abitudine. L’abbiamo visto noi in Italia, con l’incoronazione dell’ultima Miss, una donna che più che rappresentare una bellezza comune e ‘acqua e sapone’, poteva al massimo rappresentare l’insipidità di una che non noteresti nemmeno fosse l’unica donna in un villaggio vacanze e tu fossi appena uscito da un collegio maschile.

Volete fare notizia? Volete allontanarci dallo stereotipo delle bellissime valchirie scandinave dalla pelle color latte pizzicata da lentiggini dolci come e fragole dei boschi, i capelli luminosi come fili d’oro forgiati da un dio, e gli occhi profondi e celesti come i cieli del nord? Avete fallito. La prossima volta abbiate un po’ più di tatto. Abbiate un po’ di rispetto. Esistono le mezze misure. Esiste la coerenza. Esiste soprattutto la bellezza negra: che nelle sue forme migliori umilia le nostre più belle valchirie, le nostre più belle dee mediterranee, le nostre più misurate forme greche. Cercate meglio l’anno prossimo.

D.B.

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