‘My Democracy is better than yours’: quando casca l’asino della democrazia

Da fanatico della teoria del suffragio per QI, uno dei tanti motivi per il quale vengo etichettato come un classista, antidemocratico politicamente scorretto, provo un certo diletto nell’ascoltare in questi giorni l’eco monotono e saccente di tutta l’intellighenzia riunitasi per l’occasione, che, tra editoriali e comparsate televisive, s’indigna per la scelta del popolo britannico che nel pieno delle sue facoltà ha deciso di porre la sua x sull’out dando ragione alla tanto vituperata Brexit. Ovunque l’intellighente si staglia nella propria impotenza, e invece di donarci una lezione sulla democrazia, ci dona l’occasione per farne esercizio, osservando questo questo dissenso diffuso e mettendolo dinnanzi alla realtà. Tutta questa faccenda si potrebbe riassumere senza grandi paroloni in un assunto abbastanza peculiare: “La Democrazia non vale quando il popolo fa la scelta che non ci piace”. Un pensiero semplice, ma un tantino incoerente da ascoltare, soprattutto se chi lo enuncia di solito si professa un cultore del principio di uguaglianza. Lì dove dovrebbe iniziare la loro lezioncina di democrazia, casca l’asino, e incomincia il nostro esercizio.

Aprendo un qualsiasi vocabolario, questo nostro sconosciuto, e sfogliandone le pagine impolverate, se si cerca la parola ‘Democrazia‘, il saggio onnisciente librone tirerà fuori ciò che segue: dal greco . δημοκρατία, comp. di δῆμος «popolo» e -κρατία «-crazia», forma di governo in cui il potere risiede nel popolo, che esercita la sua sovranità attraverso istituti politici. Or dunque se il popolo della perfida Albione è stato chiamato a votare a referendum consultivo ed ha esercitato tale sovranità perché scomporsi tanto e iniziare a ragliare come muli? Sputando sentenze e teorie economico-catastrofiche, srotolando viscide lingue pro-europeiste a comando, e nascondendo, tra le frotte di righe stracolme di belle parole, un inconfessabile e diffuso desiderio di Oligarchia mai svelato prima.

Gaffès ed esempi infelici come al solito si sono sprecati un po’ ovunque. Il culmine è stato forse raggiunto dallo scrittore Roberto Saviano, ormai innalzato ad onnipresente e onnisciente commentatore fondamentale di qualsiasi avvenimento manifestatosi nell’Universo – tra un po’ commenterà anche la Serie A, il curling alle Olimpiadi e magari lo sostituiranno a Fedez come giudice di X Factor – il famigerato scrittore sotto scorta non ha mancato l’occasione per tirare in causa l’ormai consumato e sempre attuale Nazi-Fascismo. Forse ignorando, tra le altre, la situazione socio-politico-economica della Germania della Repubblica di Weimar e quella dell’Italia del dopoguerra ha lamentato:

“Me lo ricordo il popolo, nel 1938, acclamare Hilter e Mussolini affacciati dal balcone di Piazza Venezia a Roma.. e le dichiarazioni di guerra e..”

Capacita di contesualizzazione? Insufficiente. Capacità di sparare a caso la frase più d’effetto? Ottima. Ma a noi serve soltanto per intavolare dibattito sulla democrazia più democratica. Pare un gioco di parole, ma in realtà è solo un esercizio di analisi dell’ipocrisia. Forse che la nostra democrazia è stata più democratica nel votare la Repubblica nel referendum istituzionale del 1948 rispetto a quella che spinse i tedeschi a votare per ben il 37,4% il Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei di Hitler nel 1932? Forse che la democrazia che potrebbe portare alla presidenza degli Stati Uniti un pallone gonfiato come Donald Trump sarà meno democratica di quella che avrebbe potuto portare il democratico progressista Bernie Sander (ormai fuori dai giochi)? Forse che la democrazia possa essere considerata valida e tale solo quando elegge o rappresenta qualche idea impregnata di progressismo figlio della modernità illuminata e autoreferenziale?

Ecco come in bocca ai fanatici delle democrazia l’out della Gran Bretagna viene dipinto come un gesto incosciente e populista, sfacelo avvenuto per colpa di una massa di vecchi ignoranti che invece di vivere dei ricordi dell’Impero, farebbero meglio a restare a tosare le pecore piuttosto che votare cose che non conoscono. Ecco come l’eventuale elezione di un Trump diventa un inammissibile rigurgito xenofobo e razzista proveniente dalla più remota e analfabeta pancia pelosa del Sud. Ecco come chi esercita il proprio voto slegato dai dogmi di quei ristretti circoli eletti dell’intellighenzia saccente e prevaricatrice, diventa un pericolo per gli interessi generalizzati del progresso, che in barba alla reale percezione che il popolo ne ha va sempre osannato pubblicamente. Il popolo che non concorda, forse perché privo di certe ebbrezze intellettuali, sostituite dalle perpetua e inestirpabile delusione provocata dall’impatto con la vita reale, va privato del suo diritto. Prima venga istruito, illuminato e omologato a Noi, poi forse gli venga restituito quel diritto di voto, quello scherzo, quel gioco di società che abbiamo messo su, insomma quella Democrazia là. Altrimenti venga chiamato a votare solo quando è strettamente necessario, sulle cose meno fondamentali, sulle cose che inutili: tipo le trivelle, o il nucleare, o la stepchild, così il popolino manifesta le proprie idee, sì, ma senza gravi conseguenze. Insomma, sulle cose serie decida solo chi può, solo chi sa. Si manifesti dunque un oligarchia silenziosa all’ombra dell’imitazione della democrazia. Tanti lo stanno professando questo giorni: “Infondo non si può permettere al popolo di governarsi, è un rischio. Il loro voto non può valere come il nostro. Si rischia di incappare negli errori del passato, o peggio ancora, si rischia di sfociare nell’anarchia.”

Ebbene, ciò che sceglie il popolo sia la scelta del popolo, qualsiasi cosa comporti, anche la guerra. Poiché esso è sovrano.

Del resto credo che addirittura anarchia e repressione siano di gran lunga più utili della finta democrazia: esse almeno generano consapevolezza.

di Davide Bartoccini

BN-MP070_UKEXIT_P_20160212175335

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...