Piangi Tin-Tin, Bruxelles non può ascoltarti

 

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L’ultima volta che sono atterrato a Bruxelles, ho passato un po’ di tempo a guardare la riproduzione del Razzo di Tin-Tin che svetta nel terminal. Nel racconto “Obiettivo Luna“, scritto in piena Guerra Fredda, quando sovietici e americani concorrevano nel programma spaziale per ottenere una supremazia tecnologica che terrorizzasse e fiaccasse il morale dell’avversario, il fumettista belga Hergé sognava cose fantascientifiche che poi sarebbero divenute reali. Tiravamo tardi ad ammirare il razzo, da sempre per antonomasia simbolo futuristico protratto verso l’ignoto. – ” Sembra una V2 però, uno dei missili di Hitler” – ” Ma va là, tu sei fissato” – ” Andiamo che famo tardi alla festa.“. La festa era a meno di 200 mt dalla stazione di Maalbeek, dove ci attendevano gli amici di sempre, quelli che hanno costruito la loro tranquilla vita fiamminga, felici di rivederci là, nonostante fosse a ridosso degli attentati, della città blindata, della caccia all’uomo.

Oggi Tin-Tin piange Bruxelles sui social di tutto il mondo. La viralità s’impossessa del personaggio uscito dalla matita di Hergé, come a voler richiamare forzatamente un nesso inesistente con le vignette di Hebdò. E’ un lapsus. Vittime diverse ma stesso carnefice. “Non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici” scriveva la Fallaci. Oggi torna sulla bocca di molti, come darle torto.

Forse non tutti sanno però che Tin-Tin, il giovane e coraggioso reporter belga dei fumetti, sarebbe legato alla figura di León Degrelle, il politico di estrema destra fiammingo che fondò il movimento Rexista negli anni ’30 e che durante la Seconda Guerra mondiale si arruolò come volontario nell’esercito tedesco e poi nelle Waffen-SS (28. SS-Freiwilligen-Grenadier-Division der SS “Wallonien”). Un cattivone per i più. Il giovane León infatti era un giornalista prima della carriera politica e della guerra. Quando Hergé, suo amico, disegnava quel razzo nel 1954, lui ormai viveva in esilio nella Spagna franchista. E anche nelle foto scattate in tarda età esibiva la croce di cavaliere guadagnata in guerra. Razzi, Degrelle, fumetti, V2, aeroporto, bombe, guerra. Una volta qualcuno mi ha dato del cervellotico quando scrivo, e anche quando osservo le cose. Faccio, o commetto, delle associazioni strane. Ecco perché mentre il cuore dell’Europa è stato colpito dall’ennesimo attentato jihadista che mira a privare l’Occidente della sua tranquillità e intende mutilarlo della propria libertà di vivere, io penso ai razzi, quei missili balistici che Hitler aveva sviluppato per terrorizzare il nemico colpendolo al cuore delle sue capitali, quei razzi che hanno ispirato le nostre armi intelligenti che adesso tutti uniti: Francia, Belgio, Spagna, Stati Uniti, Russia, versiamo sui i nostri nuovi nemici, che oggi come ieri usano contro il loro avversario, noi, il “terrore”.

Quanto tempo passerà prima che da Bruxelles, dal centro della nostra Europa che rischia di dividersi per i suoi errori, partano questi razzi? Un giorno? Una settimana? Un mese? Il tempo di contare i morti, di contare le dichiarazioni vuote e fotocopiate dei capi di Stato, tra solidarietà e cordoglio, il tempo di farsi i conti in tasca, e vedere dove conviene muovere la prossima “Finta Guerra” nell’era del progresso che tecnologicamente tutto potrebbe colpire ma nulla può difendere. Interessi e sopravvivenza di pochi al prezzo delle vite di pochi che domani potrebbero diventare sempre di più. Non è tardi ritornare a combattere per noi, per vendicare i nostri morti. Non è tardi per tacciare di egoismo i paciafondai ma allo stesso tempo riconoscere le nostre colpe passate, e riprometterci di ricostruire sulle macerie che faremo questa volta, non è tardi per rileggere i sogni d’unità di Degrelle, che i politicanti d’oggi non conoscono, e del quale ardore non verranno riscaldati mai:

Sentir danzare attorno a sé, sulle onde, mille altre vele, gonfie di vento, portate da uno stesso soffio verso la stessa chiamata..
Quando il mare dorato vedrà affluire questo biancore, la Rivoluzione sarà in marcia, levata sulle vette di queste flottiglie d’anime.”

Piangi Tin-Tin. Anche oggi piangi, domani si vedrà.

db

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