Ma questo Facebook così apprensivo piace davvero a qualcuno?

 

12642526_10207099234572271_7828410349162075761_nBuonasera Davide! E’ un piacere rivederti qui. Divertiti su Facebook stasera.” – Ma anche no.. – Però è andata così. I programmatori di Facebook credono veramente che un social che ti saluta possa metterti di buon umore, invece di infliggerti l’ansia di essere in procinto di buttare un’altra fredda serata d’inverno a rovistare tra gli affari inutili dei tuoi mille e passa conoscenti che scandiscono la tua home con video di gattini che commuovono il web, frasi copiate da pagine umoristiche, articoli di blog complottisti dai nomi improbabili che vorrebbero farti credere che Mario Monti è un rettiliano, e citazioni di scrittori di best-seller da scaffale dell’autogrill che fanno da patetica ambasciata a foto con bikini push-up tenute appositamente da parte per il mese di gennaio. – No, non sarà un buona serata ahimè, Facebook, vecchio mio.

Mentre sei impalato in attesa che l’ultima puntata delle tua serie preferita si carichi, in modo che il buffering non uccida ogni istante di suspense, maledici la fibra ottica, invochi la banda larga, e mentre passi in rassegna tutta questa immondizia trovi il tempo per pensare: “Ma veramente ci sta qualcuno a cui piace questo Facebook così apprensivo? Un Fecebook che ogni giorno dichiara di tenere a te riproponendoti nella migliore delle ipotesi una foto da ubriaco cieco di quando eri nel fiore degli anni; di te insieme a quella tua ex che ti ha lasciato per quel tipo inscopabile che però le fa fare il giro del mondo; di te abbronzato al mare, quando avevi ancora i capelli.. e questo per non buttarla sul serio, e parlare di quelle persone che non ci sono più (…). Ricordi, ricordi che preferiresti decisamente dimenticare. Suggerimenti di amicizie che detesti dall’asilo, e se sono 6 anni che ti compaiono tra le persone che potresti conoscere e non le hai aggiunte un motivo ci sarà. E quel buongiorno, e quella buonasera, che ti suggeriscono più che altro: ma vai a lavorare o fatte na’ vita… – Ehhh, chissà, magari poi.

È così che trovi la fantasia per cercare qualcosa a riguardo su internet, e scopri che su Google c’è sempre qualcuno che ha fatto una domanda più stupida di te, prima di te. Appena sulla casella di ricerca si digita ” Buonasera facebo..” le prime 4 ricerche a comparire sono: Frasi buongiorno e buonasera per Facebook, Immagini buongiorno per Facebook, Link Buonanotte su Facebook. Basta cliccare su un link a caso per ritrovarsi in pagine che propongono, tra trattini bassi e ghirigori, saluti tristi su immagini da wallpaper altrettanto tristi, seguono immancabilmente foto di gattini. Cioè la gente cerca davvero queste cose tanto da indicizzarle? Parrebbe di si. Mi viene automaticamente da pensare che si tratti delle stesse persone che scaricavano al 48248 le suonerie di Jamba per il cellulare: il pulcino pio e quelle altre cagate là; ma voi ne avete mai incontrato qualcuno sul serio? Io no, però evidentemente esistono e sono intorno a noi: altro che rettiliani.

Ora se c’è gente così, che cerca frasi per augurare il buongiorno dal computer, non c’è da stupirsi che Facebook si senta autorizzata a dar loro il buongiorno, e magari ipotizzi anche che talune persone “ci si divertano su Facebook”. Forse dopo tutto le Memories sono una specie di legge del contrappasso ideata apposta per loro. Però noi innocenti rimasti sani di mente cosa centriamo? Come dovremmo fare con tutta questa apprensione spaventosa? Mi sorge il dubbio che l’invenzione del nostro secolo stia gradualmente rappresentando sempre meno gli interessi di chi la adoperava ai suoi albori; comunque a tutto lascia un rimedio: pur di non perdere adepti. Se non si vuole più rivivere un certo ricordo per di Fb, in vero, basta smanettare un po’ sulla pagina onthisday : ogni volta che compare qualcosa che siamo certi di non voler ricordare mai più in quel dato giorno, anche se ormai il danno è fatto, basta bloccare il ricordo, e così facendo il dramma fotografico che vi turba verrà sotterrato per sempre nei meandri della vostra bacheca. Addirittura si può inserire il nome di quelle persone delle quali non volete proprio più sapere, comprese le date precise che non volete proprio ricordare. I ricordi di Facebook, ecco cosa posso provocare, cose orrende. Non so voi, ma io con i ricordi mi sento un po’ come il giovane Lermontov che scriveva: “Non c’è uomo al mondo sul quale il passato abbia il potere che ha su di me (..) sono fatto male: non dimentico niente, niente”. Forse sarà che a quasi trent’anni in questo XXI’ secolo le foto che mi piace ricordare sono ancora solito svilupparle e attaccarle con una puntina sul muro, o forse sarà solo che uno non è abbastanza grande affinché certi ricordi non gli mettano più ansia, e tutta questa apprensione nel volerceli proprio a tutti i costi ricordare.. bah.

di Davide Bartoccini

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