STAR WARS: una bibbia atea che affonda le radici nel mondo reale

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Nella vita vera la sfida al sistema di un giovane outsider, sulla pellicola una somma di archetipi fiabeschi e di miti immortali che stanno alla base della nostra cultura triviale per fare, o meglio rifare, la storia di Hollywood. Codici d’onore incorruttibili fondati sull’antica cavalleria che si rendono leggenda in un futuro prossimo e lontanissimo; galassie dai pianeti più incredibili, mercenari senza ideali che si convertono in nobili corsari stellari, adunanze rivoluzionarie e libertarie, amori impossibili rubati a principesse guerriere, stella-piloti di astrocaccia che sfrecciano nello spazio aperto, duelli alla spada (laser) tra mentori e apprendisti; la lotta alla tirannide di un regime universale e distopico nella definitiva guerra tra il bene il male. La Forza scorre nell’Universo, permea gli animi nobili come quelli malvagi, ma in ultima istanza è il libero arbitrio a ghermirla e scegliere di metterla al servizio della causa che si ritiene più giusta. Attraverso questi protagonisti prendono vita le impagabili lezioni di etica e morale di una saga fantascientifica scritta negli anni ’70: Guerre Stellari.

Tanto tempo fa, in una galassia non troppo lontana… il giovane George Lucas, un visionario cineasta appena uscito dalla scuola di cinema della USC in California, decide di immaginare una fiaba moderna basandosi su tutto ciò che i romanzi di avventura e i vecchi classici di Hollywood con i quali era cresciuto, avevano impresso nel suo percorso di maturazione. È il 1974. Come lui stesso ha dichiarato, furono le ricerche di un certo Joseph Campbell riguardanti i miti e le religioni sviluppatesi nel mondo ad influenzare la sua storia: fare in modo che ognuno ritrovasse quanto di più bello ci fosse nelle fiabe che lo avevano affascinato. Questo più di tutto contribuì a consacrare l’adorazione del pubblico per le guerre stellari. La principessa amazzone Leila, un moderno animo ribelle e anticonvenzionale da salvare, il giovane Luke Skywalker, un avventuriero dall’animo puro che rincorre il sogno di libertà e scopre le sue origini, il sapiente e leale mentore Obi-Wan Kenobi, lo smargiasso contrabbandiere Han Solo, che saprà redimere il suo cinico egoismo, il tetro e impenetrabile servitore dell’Impero Lord Fener, vittima sacrificale di un passato burrascoso, il fedele Chewbecca, una specie di gigantesco cane coraggioso, inseparabile compagno d’avventure, il saggio Yoda, il servizievole ed edotto C3-PO e l’incontenibile e provvidenziale C1-p8. Sullo sfondo, a perdita d’occhio, schiere di Stormtrooper, marziali guardie bianche asservite all’Impero, alienate entità prive di sguardo ed emozioni, fanatiche e devote ricordano le marce a passo d’oca nella Norimberga del 1937. A dar loro battaglia, per tutta la galassia, un partigiano gruppo in esilio di fuggiaschi e sovversivi amanti della democrazia: l’Alleanza Ribelle. Tra la Resistenza e i Republicanos, una compagine di ex soldati, spie e comandanti che si guadagnano i titoli sul campo, come Lando Calrissian, trascinato dagli eventi e dalla cupidigia dell’Impero; di cavalieri Jedi sopravvissuti alla cospirazione che mirava ad eliminarli tutti contemporaneamente: come la leggenda della fine dei cavalieri Templari (13 ottobre 1307); di squadriglie di caccia stellari X-Wing che ricordano l’adunanza europea nella Battaglia d’Inghilterra, quando un pugno di piloti di tutta l’Europa occupata, e da tutto il mondo, frenarono l’avanzata del nazismo arruolandosi nella RAF. Non è un caso infatti che Lucas si sia ispirato ai piloti da caccia del passato: copiando per il suo film le riprese dei combattimenti aerei da vecchi film e documentari, adattando le uniformi, copiando i caschi dipinti dall’estro dei piloti da caccia tra la Corea e il Vietnam; assegnando ai componenti delle squadriglie che distruggono la Morte Nera, la macchina mortale progettata dal Governatore Tarkin come deterrente sovra-nucleare dell’Impero – a metà tra la bomba atomica di Hiroshima e il concetto di terrore come “strumento politico più efficace” citato nel Mein Kampf – i nomi in codice usati dai piloti alleati durante il secondo conflitto mondiale (Skywalker è designato come Rosso 5 di Gruppo Rosso: tutte le quadriglie della RAF nel secondo conflitto mondiale erano suddivise per colore: rosso, blu, giallo, e i membri rispondevano ad un numero assegnatogli). La rievocazione degli archetipi medievali si mischia così agli spunti dalla storia più recente, per consegnare allo spettatore una plot affascinante, che ispira rivalsa, sentimento, purezza, coraggio.

Da una ridotta parte della sceneggiatura scritta di getto da Lucas in meno di un anno, viene fuori il primo dei 6 episodi che comporranno la saga. Ad accompagnare le 200 pagine di sceneggiatura da mettere all’attenzione della FOX, le illustrazioni immaginate e realizzate dall’artista Raplh McQuarry su indicazione del regista (galleria fondo pagina). Si da il via alle riprese e dopo due anni, e una posticipazione per fini commerciali, il 21 ottobre del 1977 esce ‘Guerre Stellari – Una nuova speranza‘. Rimarrà nella storia come una delle scommesse più azzardate, e come uno dei più grandi successi del Cinema. Un turbinio di emozioni tra attori emergenti che faranno la storia della celluloide degli anni a venire, modellini in scala di droidi da battaglia e navi spaziali, effetti speciali pionieristici e una delle più belle colonne sonore di sempre, composta da John Williams, ne faranno un successo epocale.

Dopo il successo del primo capitolo, che raggiunge un record d’incassi mai ambito prima, Lucas, che nel frattempo ha portato a termine la sceneggiatura completa di altri due episodi, abbandona il ruolo di regista a si concentra sulla produzione e sugli effetti speciali, nasceranno così in concomitanza la Lucas Film e : ‘L’Impero colpisce ancora‘ ( 1980) e ‘Il ritorno dello Jedi‘ (1983). Il successo si triplicherà: ogni film supererà le aspettative del precedente, e a metà degli anni ’80 i fan di Guerre Stellari diventano milioni. Dopo anni di lavoro, tra il maggio del 1999 e il maggio del 2005 escono gli altri 3 capitoli della saga. I “prequel” : ‘Episodio I – La minaccia fantasma‘, ‘Episodio II – L’attacco dei cloni‘ e ‘Episodio III – La vendetta dei Sith‘. I film raccontano ciò che avrebbe portato l’instaurazione del regime despotico interplanetario come l’Impero Galattico, di come questo abbia spazzato via attraverso un complotto i Jedi che proteggevano la democrazia che andava a sostituire e come da questi eventi sarebbe nata l’Alleanza dei ribelli intesa a sovvertirlo.

Adesso, con ‘Il risveglio della Forza‘, settimo episodio della saga, Lucas dovrebbe raccontare ciò che avviene dopo il ritorno dello Jedi e la distruzione della nuova Morte Nera, inserendo dei personaggi nuovi, come il protagonista Finn: uno stoormtroper dell’esercito imperiale che si troverà davanti alla scelta di quale lato della forza perseguire, e Rey: una giovane ragazza di Totooine, il pianeta natale di Luke e Anakin Skywalker. Contestualizzando il film nella nostra epoca: tra la mancanza di punti di riferimento e le scelte spesso obbligate alle quali la società ci sottopone, il plot sembra prestarsi più al compromesso con i tempi che al proseguimento della saga, e la scelta di un afroamericano (si mormora che anche il prossimo 007 sarà afroinglese), e di una giovane donna come protagonisti, lasciano presagire come lo spirito di fondo della trama sia offuscato dal politically correct delle major che sta avvolgendo ogni recente grande produzione hollywoodiana. L’inserimento del cast orinale: Hamill, Ford, Fisher ormai ultra sessantenni potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio: essa infatti se ha da una parte già abbondantemente esaltato gli appassionati con la battuta del trailer – “Siamo tornati Chewbe” -, da l’altra potrebbe rendersi complice nella delusione di una grande aspettativa. Del resto già i prequel accontentarono solo la fascia più giovane degli di spettatori, ossia tutti coloro che erano venuti a contatto con la saga in un secondo momento. La vecchia guardia al tempo non apprezzò l’impatto troppo travolgente della nuova computer-grafica, come gran parte dei nuovi personaggi nonostante un cast di attori affermati. Ma noi appassionati abbiamo saputo serrare i ranghi e apprezzate tutto ciò che di buono c’era: un fantastico piccolo Anakin Skywalker e la scoperta di come tutto l’esercito imperiale fosse stato clonato dal temibile cacciatore di taglie Boba Fett.

Per questo quello che possiamo dire a un giorno da questa attesissima data, è che comunque vada, l’intero pianeta non è più nella pelle; e quando le luci della sala s’indeboliranno prima di spegnersi, e lasceranno che lo schermo teso illumini i nostri occhi spalancati dalla fervida attesa con quel manto stellato, che conosciamo bene, mentre le nostre orecchie udiranno lo squillare delle trombe che accolgono quella scritta celeste chiaro che cita: Tanto tempo fa.. In una galassia lontana lontana, un brivido ci correrà comunque già giù per la schiena, l’emozione farà brillare i nostri occhi di eterni sognatori, e lascerà che lo scroscio di un innato e sentitissimo applauso irrompa nelle sale per accogliere qualsiasi cosa ci aspetti – “Che la Forza sia con noi”.

db

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