Uccideresti per legittima difesa? Una domanda retorica che l’Italia non sa porsi

“Adesso prova a sparare alla parte superiore del bersaglio” – ” Alla testa quindi?” – ” Non si può dire “testa” qui. Diciamo capo, al massimo” – L’istruttore che mi è stato affiancato nella mia prima prova al poligono mi guarda con l’aria di rassegnazione di chi avrebbe da ridire su questa etichetta pacifista new age, ma è rassegnato appunto, e prosegue in silenzio. Le mani si irrigidiscono nella presa del calcio: sparo due colpi da una Glock 17 e centro in fronte il capo del bersaglio sistemato a 25 metri. E’ la prima volta che sparo con un arma da fuoco. Adesso so cosa significa. Il primo colpo del caricatore mi era stato chiesto al centro del bersaglio, e io ho mirato al cuore di quel cartone che ricorda vagamente una sagoma. Centro.

Se si riflette sul peso che andrebbe a gravare sulla nostra coscienza per un colpo di pistola letale sparato contro un altro uomo, il peso di 2kg sul quale è tarato il grilletto di una pistola per poter essere azionato ci sembrerà immediatamente inadeguato. E’ il peso di 95 anime, se si da credito alla teoria del medico americano Duncan MacDougall, che credeva che l’anima pesasse 21 grammi. Il peso per decidere se lasciar vivere o provocare la morte non dovrebbe essere così leggero, così insignificante.

Graziano Stacchio e ora Francesco Sicignano: due uomini che non si conoscono, ma abitano la stessa realtà italiana della desolata provincia del nord, uomini dei quali oggi tutti sanno grosso modo i nomi. Sono i 2 casi italiani più eclatanti di legittima difesa o eccesso di legittima difesa che hanno sollevato recentemente il caso “armiamoci SI, armiamoci NO“. Entrambi avevano un regolare porto d’armi e hanno tolto la vita: ad Albano Cassol, nomade trevigiano di 41 anni, e ad Gjergi Gjoni, 22 enne di origine albanese espulso da paese dopo precedenti condanne e poi tornatovi. Entrambi lamentano lo stesso problema: uno Stato che non difende adeguatamente il cittadino e la proprietà privata, dunque la necessità di doversi difendere da soli, anche a costo di togliere la vita. Togliere la vita per dare l’esempio? Per dare un monito? No, speriamo di no. Ma molti sperano di si: la massa grigia e produttiva della provincia. Quella che vota Lega, a volte per tradizione, a volte per disperazione, che tira a campare con le piccole attività vessate dal mix letale di crisi e tassazioni; come il gioielliere Roberto Zancan, difeso dallo Stacchio durante la rapina e poi sequestrato in casa sua (insieme alla famiglia) per vendetta dagli altri rapinatori che tentarono il colpo con Cassol.

Sulle vite di 4 uomini estranei, e su quelle coinvolte in tanti altri casi più o meno simili ma meno noti, si riversano i populismi di parte cavalcati ad arte alla domenica dai movimenti politici,e ci si perde nei commenti dell’io farei, io avrei, io saprei.. Mentre il pensionato di 65 anni che ha sparato dalla finestra al ladro in fuga incalza: ” Chi dice che dovevo sparare in aria dice cazzate!“, qualcuno risponde che “Se ci armiamo tutti diventerà un Far West“- dove in effetti ci s armava per difendere la proprietà privata minacciata da banditi ed isolamento- . Se da una parte l’inspiegabilmente deputato europeo Gianluca Buonanno si presenta in diretta televisiva con una pistola in mano per fare lo scenografo in prima serata, incitando alla “difesa a tutti i costi”, dall’altra gli spettatori e cittadini riflettono meglio sulle conseguenze che: un qualunque pirla armato potrebbe arrecare al mondo, USA style. Nell’imbarazzo generale si finisce a porsi la stessa domanda di sempre: come risolveremo il problema?

La verità è che la presenza dello Stato, senza entrare nei tecnicismi e nella citazione di leggi e articoli, è vaga e inconcludente: si tagliano fondi alle forze dell’ordine , che non possono sorvegliare obiettivi non sensibili notte e giorno, si perpetrano leggi svuota carceri ed indulti perché i nostri istituti carcerari sono oberi ed invivibili ( “Indultino” 3 agosto 2003, Indulto 31 luglio 2006, Ddl “svuota-carceri” 26 giugno 2014, prossimo ddl Boschi “indulto e admistia” esaminato oggi), non importa come ci si sia finiti e se si rischi la reiterazione del reato, si concedono pene inadeguate per crimini come rapina, furto e aggressione, si maturano espulsioni per migranti e clandestini ma non si è in grado di riconoscerli quando rientrano nel paese, si contravviene al secondo comma del 42′ articolo della costruzione si, che cita: “La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge” ma si obietta che la risposta a questa escalation di criminalità, che le statistiche comunque non avvalorano, non sarà di certo armarsi e farsi giustizia da soli, perché un incremento di armi nella popolazione impreparata può solo generare un incremento di morti. Questa tesi è in parte vera, se non si tiene minimamente conto del fattore di deterrenza che in vero potrebbe scoraggiare malintenzionati dal commettere furti e rapine. Ignari forse di cosa si possa realmente provare ove venisse minacciata la nostra incolumità, quella dei nostri cari, o degli oggetti che possediamo, per il un valore intrinseco, affettivo o materiale, mi concedo di esprimere un pensiero che mi auguro istighi alla riflessione:

Sparare ad un uomo per legittima difesa è giusto?

Io credo di si. E dovrebbe essere un diritto dell’individuo, una scelta arbitraria. Sventato il rischio della vita però, se non si possiede la mira, o la pietà di sparare alle gambe come le regole d’ingaggio suggeriscono, forse non si merita il porto d’armi. Dei buonismi ne abbiamo tutti pieni le palle è vero. Ma questo non deve trarci in inganno, perché sparare non rende giusti, non rende eroi. Siamo in guerra con la povertà e la mancanza dello Stato a difesa del cittadino. Chi nega queste verità è complice, ma chi spara alla fine, per vendetta o per timore, rischia di rimanere un comune assassino.

db

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Questo articolo è stato scritto ed è comparso su http://www.inkorsivo.com

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Un pensiero su “Uccideresti per legittima difesa? Una domanda retorica che l’Italia non sa porsi

  1. noahttp://legothablog.com/2015/10/28/uccideresti-per-legittima-difesa-una-domanda-retorica-che-litalia-non-sa-porsi/

    decine di portatori di pannolino e ciucciotto e denti da latte si sono resi colpevoli di matricidi,patricidi,fratellicidi e suicidi con le armi lasciate incustodite dall’istinto protettivo di altrettanti pater familias americani.onde fermarne l’avanzata a gattoni si auspicano risolutivi metodi da erode ;i soliti buonisti si accontenterebbero di carceri di massima sicurezza.dotati di scalda biberon.

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