Se Miss Italia rappresenta l’eccellenza dell’oggi, preferisco rimpiangere i profumi dei bordelli di ieri, magari quelli del ’42

Se un giorno il mitico Covelli della Curva Sud mi domandasse – “In quale altra epoca saresti voluto vivere, e chi vorresti essere stato?” – Io non esiterei un istante ad accontentarlo. Gli risponderei, come al solito: Sarei voluto nascere nell’ultimo anno del XVIII’ secolo, così, tanto per poterlo raccontare, vivermi gli Anni Ruggenti a fionda, fare il corrispondente di guerra nella Spagna rivoluzionaria,  come Hemingway, e nel 1942 essere un il pilota da caccia nella Seconda Guerra Mondiale. Nella remota ipotesi che l’avessi scampata? Avrei scritto qualche libro, un bel testamento strappalacrime, e sarei finito per andarmi a cappottare di acidi a Woodstock nel ’69. Una fine degna, psichedelica, spensierata. Un’esistenza onesta: 70 anni. Il tempo giusto per chi ha voglia di vivere veramente libero. Con la certezza di arrivare sempre al cesso sulle proprie gambe, senza dover chiedere nulla a nessuno e senza l’incombenza di doversi svegliare un giorno, e magari essere costretti a chiamare quel numero in sovrimpressione su Mastrota, quello di MediaShop,  che in doppiopetto carta da zucchero, con l’abbronzatura da pescatore greco anche a febbraio, ti vende un esoscheletro per sederti sulla tazza del cesso o una vasca con lo sportello per salvarti il femore quando provi a lavarti l’uccello. E solo se sei tra i primi 50 ti manda anche “due comodi guanciali”, così se un giorno fai tardi e ti caghi a letto c’hai il cambio pronto.. che insomma de ‘sti tempi buttalo via.

Ma chi mi conosce sa, che oltre a non essere un uomo di questi tempi come cito spesso, non ci sto neanche parecchio con la testa: il blog ne è chiaro segno sintomatico e poi basta tanarmi mentre canto pezzi tratti da Les Miresables in mutande quando faccio il caffè e credo d’essere solo a casa. Un inciso: il mio inglese somiglia parecchio a quello di Renzi, quindi fate vobis.

Ieri proprio, mi domandavo perché mandassero ancora in onda MISS ITALIA. Perché producessero il programma, perché gli autori lo scrivessero, perché le retti televisive lo mandassero in onda, perché la pubblicità pagasse per comparire nel mezzo, perché qualche pastarellaro ( mi perdonerà il Claudione nazionale che stimo tanto) lo presentasse e perché ancora vengono istigate certe velleità nelle giovani donne.. Nel mondo delle pari opportunità, con le veterofemministe che scalpitano e le Boldrini che pullulano ancora sta roba? No perché la necessità di sentirsi a tutti i costi belle, nonostante i numerosi miseri fallimenti, sta dando un po’ alla testa a tutte, e come ben sappiamo: la bellezza (sempre meno spesso spontanea) a differenza della cultura, e di certe macchie di unto per esempio, è una di quelle tante cose che svanisce. E lo so, lo so che concepire le due cose insieme è faticoso e non funzionale, perché un culo vale più di cento libri di geografia a memoria.. Ma a una certa, senza cultura, bisogna sapersi reinventare, altrimenti si vive nel ricordo.. e non è una bella cosa, sopratutto se devi ricordarti certe figure di merda: ” Avrei voluto vivere nel ’42, per vedere la Guerra che raccontano nei libri di storia, tanto sono una donna e non l’avrei dovuta fare. cit. ALICE SABATINI, Miss Italia 2015″

Nel 1942, e non lo dico per vantarmi ma sono abbastanza ferrato in materia, la guerra era nella più preoccupante e delicata fase del conflitto mondiale.  Si combatte su 3 fronti. Londra è un cumulo di macerie, Singapore cade nelle mani dei giapponesi che prendono prigionieri 80.000 inglesi. In Nord Africa ad El-Alamein le offensive si alternano, giocandosi in mezzo al deserto le sorti della guerra. La celebre divisone Folgore viene annientata. La favolosa Anna Frank compie 13 anni. Il primo raid di bombardieri alleati colpisce l’Italia; andrà avanti per 2 anni, e gli italiani spaventati ogni volta che sentiranno i quadrimotori nella notte, scapperanno dicendo: “Arrivano i Pippo, arrivano i Pippo, tutti al riparo“. Fallisce lo Sbarco alleato a Dieppe, sarà una carneficina di canadesi, 5.000 morti in poche ore. Viene disposta la soluzione finale e la deportazione sistematica degli ebrei: si comincia dal Ghetto di Varsavia. I nazisti che sono arrivati nel cuore della Russia vengono frenati a stento dall’Armata Rossa di Stalin. E lì le donne, anche quelle non regolarmente arruolate nell’esercito comunista, imbracciano i fucili e combattono tra le rovine della città per difenderla fino all’ultimo. Quella sola battaglia costerà 2.000.000 di morti. Alice lo sa, perché i libri di storia parlano pagine e pagine. Dice.

Certe pagine però, da lei saltate a pie pari, non dimenticano Lidiia Litviak, l’asso da caccia donna, “il giglio bianco di Stalingrado”, che vantò 11 vittorie durante la guerra, o la squadriglia delle famigerate “Streghe volanti”. Non dimenticano le ausiliarie WAAF alleate, che intercettavano i bombardieri tedeschi sulla Manica. Non dimenticano Mariya Vasilyevna Oktyabrskaya, la prima donna comandate di tank nella storia; quando il fidanzato morì a Kiev, lei si arruolò. Diede il nome di “Fighting Girlfriend” al suo carro armato e mori nel ’44. Altro che la Boldrini. Certe pagine non dimenticano le vite e le morti di tutte le partigiane francesi, italiane, olandesi, belghe, jugoslave. Non dimenticano che la dedizione e il coraggio non hanno sesso, o tempo, e colgono l’occasione per non dimenticare le parole di Wilde : “ A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.”

Ora la domanda sorge lecita: un genio simile saprà chi è Wilde? Speriamo, ma meglio non addentrarsi sulle opinione riguardanti alla sua omosessualità va. Sia perché sono sempre un ricettacolo d’ignoranze e luoghi comuni, sia perché che nel ’42 in Germania c’era anche la legge 175. Poi davanti a Luxuria, che te lo dico a fa’.

Mentre l’Ansa batteva la notizia, senza aver visto chi avesse vinto, senza aver sentito quale prezioso assist per la vergogna ci avesse dato, allo scoperto, commentavo come Miss Italia‬ fosse una trasmissione anacronistica, mediocre, e che non si fila più nessuno.

Perché ormai tette, culi e idee stupide e banali si possono trovate facilmente sul profilo Facebook di qualsiasi porno-minorenne che si rispetti… E quello, è un fatto. Incalzavo come da domandare, e domandarsi, ci sarebbe piuttosto il perché si ostinino, nonostante lo sdoganamento del nudo femmineo (traino principale dei concorsi di bellezza) a mantenere queste competizioni stantie e anche un tantino frivole. Perché non si sono ancora inventati competizioni degne della prima serata contemporanea e dell’audiance che cercano : concorsi di bellezza per lo scroto, gare a chi piscia più lontano (lì avrebbe potuto partecipare attivamente anche Luxuria), donne obese che scoreggiano vestite da Marilyn Monroe: vince quella che alza di più il vestito. Insomma cose che possono tenere veramente le genti incollate al televisore, che possono interessare. Ma poi, dopo le dichiarazione della vincitrice, la domanda che mi è sorta è sta a un po’ più profonda: può questo essere questa l’eccellenza che rappresenta la gioventù femminile italiana ancora oggi? La donna oggetto, che per sfuggire all’inflazione della solito desiderio de la pace nel mondo spara la prima cazzata che le passa sotto quell’acconciatura alla Justin Biber perché c’ha i neuroni troppo impegnati a gioca’ con l’eco della calotta cranica vuota? Insomma a voi pare ancora il caso? A questo punto mi sembra quasi giusto rimpiangere i fumi e i profumi di quelle case di tolleranza colme di le donne svezzate dalla strada, che avevano imparato a stare al mondo. Coloro che sapevano farsi belle con il fascino, e che sapevano lavar via ogni macchia, anche la più nera dell’esistenza. Quelle che osservavano la storia mentre gli passava davanti, e di tanto in tanto, sapevano dare conforto a chi la faceva, o tanto peggio la pativa.

Nonostante l’oblio della femminilità perduta nella stupidità ci infonda vertigine e spavento ad ogni occasione, io continuo a sperare nell’esistenza di donne belle ed intelligenti. Una razza di moderne amazzoni mozzafiato che sappia diffondere il proprio verbo ed ispirarne altrettante. Le cerco in ogni dove, in continuazione, e qualche volta credo anche di intravederne qualcuna. Forse. Forse nei sogni, non lo so. Ma in ogni caso sono esseri sublimi, angeli capaci di governare il mondo con uno sguardo.

In conclusione, planati i voli pindarici dell’ultima ora, confidiamo almeno in un cambio dei programmi di prima fascia. Ci sarebbe anche quella competizione di masturbazione che si sono inventati in Giappone, almeno lì le oche invece di proferire cretinerie o rimanersene sfaccendate fanno qualcosa: tirano il collo alla papera di qualcuno.. Oppure, magari, ci sarebbe sempre lui, il sogno della prima serata: l’ emblematico bambino pasoliniano che mangia la merda.

db

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Un pensiero su “Se Miss Italia rappresenta l’eccellenza dell’oggi, preferisco rimpiangere i profumi dei bordelli di ieri, magari quelli del ’42

  1. una ragazzuola tutta muscoli e sorrisi,venuta a gli effetti di vita sana e sportiva mostrarci .non si votò all’eccellenza ma ad una corona di latta,palleggiante vestale di Jordan.che vogliono da me?lei col sorriso di mille razzi sembrava chiedersi.e con lo stesso sorriso rispose.

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