“Povero Aylan, signora mia..”

La strumentalizzazione di cui è vittima la fotografia di quel piccolo siriano annegato è raccapricciante nella sua ipocrita sincerità: “C’è chi pensa che non dovremmo pubblicarla sui nostri giornali ma dobbiamo”. Fate pure. Ma l’illusione di intenerire l’opinione pubblica con la morte di bambino è ridicola nella sua atrocità, e non porterà nessun genere di percettibile cambiamento. La crisi dei profughi siriani può essere guarita solo con un conflitto su vasta scala, dove anche le bombe più intelligenti della NATO rischiano di uccidere centinaia di bambini come il piccolo Aylan; e un titolo ignobile come quello de “Il Manifesto” : NIENTE ASILO, finirebbe per valere anche per loro. In una realtà come quella Europea, dove nessuno vuole prendersi le proprie responsabilità, si finisce a piangere sui giornali per un fine limitato a se stesso: venderli. Poiché nessuno sui giornali vuole raccontare le verità fino in fondo, e forse nessuno vuole veramente leggerla.

db

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