E’ giusto fare i Greci con i soldi degli altri?

Oxi‬, in greco vuol dire di No. Sorridere un poco nel sentirselo dire, no. Ingenua follia di un europeo italiano. Noi, terzi creditori sulla lista dei debiti che i greci hanno deciso di non acconsentire a pagare ci scanniamo nei dibattiti da social network: tra economisti della domenica, conservatori difensori incondizionati dell’insostenibile status quo, e sinistroidi empatici privi del coraggio necessario per l’emulazione. – “Non è giusto il loro referendum.. non si può scegliere di non pagare un debito.. stanno a fa’ i Greci con i soldi degli altri.” – C’è chi crede che non sia una dimostrazione di democrazia quella. Non può un popolo votare un referendum per decidere da solo le proprie imposte. E’ ovvio e naturale che voti contro. Touche, mi ricorda un caso speculare: quello dei politici italiani che votano puntualmente a sfavore del taglio sulle loro diarie e sulla loro diminuzione. E’ ovvio e naturale. Anche se noi, cittadini, li eleggiamo (quando possiamo) e lo invochiamo, loro hanno il diritto di votare a loro favore, e quindi lo fanno. Vi piace di più come dimostrazione tout cuort di democrazia? Eletti dal popolo votano il loro diritto di non assecondarlo. True story direbbe Barney Stinson alzando il calice alla nostra. La nostra non è una sitcom, purtroppo. L’Europa culla della democrazie si rivela un’oligarchia finanziara e invece di preoccuparsene tutti si scervellano per le conseguenze di questa scelta ellenica. Quali saranno le prossime mosse della Germania? La Merkel ha perso la partita? Cosà farà la Troika? e Draghi? La BCE li declasserà ancora? Inventerà altre lettere per il rating forse. E Hollande che è il secondo creditore, che ne pensa? Angela è volata subito da lui come ha saputo, chissà cosa si sono detti. E Vladimir cosa farà? La volpe del baltico sta sorridendo sotto i baffi mentre sorseggiando vodka siede su una comoda poltrona al Cremlino e si scambia whatsapp con Tsipras? – “Di cosa hai bisogno amico? Ci pensa la grande madre Russia” – E Obama cosa dice a riguardo? Infondo non sono problemi suoi, il suo mandato è giunto al termine, ci penseranno Hillary o l’idolo di tutti pettineri Donald Trump alle conseguenze, lui che sicuro nella sua corsa alle presidenziali sbeffeggiò la Cliton con il tweet ” Una che non riusciva a soddisfare il marito come pretenderebbe di soddisfare gli Stati Uniti?”. Alle peggio sarà un problema di un terzo Bush, Jeb, magari per cambiare invece di fare la sua Guerra del Golfo proporrà una Guerra delle Cicladi. Proprio dove abbiamo prenotato le vacanze. Chissà. Ma sopratutto, sopratutto, perché il ministro delle finanze Varoufakis si è dimesso a favore di Tsakalotos? Certo se ci fosse il Grexit e ci dimostrassero che una nazione può farcela da sola ad uscire dalla crisi.. Sai che botta! Sarebbe un’esempio per tutti, l’evento storico contemporaneo più rilevante dopo la caduta del muro. Ma innescherebbe o no un effetto domino? E giù altre teorie, altre congetture: sapienti dissertazioni bocconiane e complottistiche versioni parallele. Fanatici del complotto Bilderberg con il like facile per Di Battista contro Montiani di ferro, che pensano solo ai loro interessi neanche fossero magnati di Confindustria. La spiegazione di D’Alema sulle possibili speculazioni sul debito greco spopola un po’ da tutte e due le parti, e mentre si scatena il siparietto, e le borse si agitano, a me piace mettere le cose su un altro piano:

Non siate felici o scontenti per le sorti dell’economia di questo antico continente, culla di ellenica memoria per la civiltà tutta. Magari neanche la conoscete troppo bene, come me del resto. Non siate critici o indulgenti per la sorte dei debiti che spetterebbero ad paese in difficoltà come quello Greco, che però a suo tempo cancellò i debiti bellici che vantava nei confronti di quella stessa Germania, quella che piaceva così tanto ad Andreotti che ne preferiva due. E ricordandovi che la situazione in Grecia, non è neanche troppo distante dalle nostre più tristi realtà. Siate lieti per l’espressione sincera di un voto democratico. Esso solo, diviso in migliaia di persone che compongono la loro rappresentanza reale e la sua essenza, ha dimostrato come nessun ricatto economico può frenare la volontà popolare. Poiché prima dello Stato viene il cittadino che ha portato la sua nascita e rigenerazione nella storia dell’uomo. Senza il suo consenso non può esistere nessuno Stato o qual si voglia sovrastruttura. Nessun voto e nessuna sanzione. Lo diceva un illustre figlio della rivoluzione illuminista, un certo Rousseau, in un libro che s’intitolava ” Il Contratto Sociale”. Nel passare dei secoli, evidentemente, dobbiamo essercelo dimenticato. In un’ epoca dove le guerre tra gentiluomini si combattono sui fronti immaginari dello Spread invece di puntare le baionette ai margini dei propri confini, e dove i paesi non si conquistano, ma si acquistano, il popolo greco punta i piedi e issa le insegne di combattimento. Fuori fa caldo, molto caldo, siamo nella seconda settimana di luglio, e in questa settimana oltre a cadere l’anniversario emblematico della rivoluzione delle rivoluzioni: quello della presa della Bastiglia, cade anche la scadenza per la Grecia di restituire 3,6 miliardi di euro alle BCE, e noi vedremo come andrà a finire.

db 0618greece

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