Trentacinque anni fa nei cieli di Ustica.

India – Tango – India – Golf – India.
I-TIGI – ITIGI 870 mi ricevete? Silenzio. Sono le 21.04 del 27 giugno.
20.59 e 45 secondi; qualcosa cade nel mare di Ustica, è un DC9 dell’Itavia; un aero civile con a bordo 77 passeggeri e 4 membri dell’equipaggio: 81 anime. Le fiamme si spengono all’impatto con l’acqua prima di scomparire nei flutti. Nessun superstite.

Qualcuno ha preso un “passaggio” quella notte, un MIG-21, un caccia di fabbricazione sovietica. Ma questo Mig non è russo, è libico. Sta prendendo un passaggio per tornare a casa, e vola sotto al volo Itavia Itigi 870 sulla rotta civile Ambra 14, di nascosto, per ingannare il segnale dei radar e non avere rogne. Ma questa volta il trucco non funziona. Dalla base di Solenzara, in Corsica, un Dassault Mirage F-1 che si è alzato in volo quella sera forse ha fatto tana. Lo ha visto, fa una virata brusca, si mette sulla sua coda e senza badare al DC9 lancia un AIM-9 Sidewinder, un missile aria-aria a ricerca infrarossi che segue le fonti di calore del bersaglio.. lo raggiunge, esplode e lo porta giù. Ma qualcosa va storto. Perché il pilota del Mig se ne accorge, fa “qualcosa” e ad andare giù sono in due. C’è un’altra possibilità però, perché nel Mediterraneo quei giorni incrocia la portaerei americana USS Saratoga. Può aver lanciato uno dei suoi F-14 Tomcat, quelli che abbiamo conosciuto tutti in Top Gun. Stessa procedura. Stesso ingaggio. Il caccia americano fa tana, si mette sulla coda del Mig e fa fuoco, stesso missile aria-aria, un Sidewinder. Questa versione è più verosimile, non perché gli americani siano più prepotenti, ma perché i cablo delle stazioni radar parlano di contattare qualcuno all’ambasciata americana quando sarà il momento. Qualcuno ha visto qualcosa però, per il pilota del volo Itavia si è trattato di un’istante, l’ultimo. Il tempo di dire – ” Gua…” – Forse era un “guarda”, forse era una scia sottile, veloce come un missile. Ma la frase si tronca. Perché il sua aereo salta in aria e va giù per 8000 mt, giù nella depressione del Condor, giù per altri 3.900 nel mare. I piloti dei due F-104 italiani decollati da Grosseto invece la scena la vedono tutta.. e squoccano 7300: emergenza generale, 2 volte l’ultima volta alla 20.33. Ma non verranno interrogati, entrambi moriranno a Ramsteinin un incidente aereo durante l’esibizione delle Frecce tricolori. Come loro muoiono anche due marescialli dell’aviazione. Erano in servizio la sera di Ustica, ma verranno trovati entrambi impiccati al ramo di un albero prima di essere interroganti. Ad uno dei due però, i piedi strusciavano a terra, si dice.

Tanti nomi, Ambra, Marsala, MartinaFranca, Saratoga, Gheddafi, Carter, Pertini, Sila, Ustica, Solenzara, Luciano, Mario, Ivo, Franco, Ezzedin Fadah El Khalil e tanti altri, vorticano, vorticano nella mente e alcuni nel cielo, vorticano e cadono,cadono nel mare, cadono sulla terra. Esalano l’ultimo respiro e rimangono in silenzio per 35 anni.. Fino ad oggi, fino a domani, schiacciati dall’omertà chissà per quanto altro tempo. Perché quello che avete letto non è la verità, è una supposizione.

di Davide Bartoccini

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