E se fosse proprio “50 sfumature di Grigio” ad avvalorare la mia teoria della “Concorrenza perfetta”

Introduzione al lettore:

Chi mi conosce personalmente sa come io sia stato fedelmente innamorato una sola volta nella mia vita (per buon gusto e per fortuna), quanto sia romantico e sognatore, quanto rispettoso del gentilsesso che reclamo sempre e comunque alla mia pari, nonostante l’evidente lobotomia che hanno patito tante già in tenerissima età. Allo stesso tempo però, saprà anche quanto io sia schiettamente cinico e a tratti causticamente pratico. Non vorrei dunque che lo sconosciuto viandante telematico incappando in questo pezzo si faccia un’idea sbagliata della mia persona. Dunque: chiunque sia intellettualmente dotato a mio parere riconoscerà del vero in questo breve saggio, se tuttavia non dovesse, mi rifarò delle parole del poeta: “ La profondità di quanto non me ne frega un cazzo mi da quasi le vertigini.”

Ps. Per i pigri: La parte di spirito che illustra la teoria la trovate dopo gli asterischi.

 Tesi

 Partiamo da un assunto semplice e accertato: “alla fine dei conti a tutti piace fare sesso“. Nel corso degli anni sono riuscito personalmente e per sentito dire ad accumulare abbastanza conferme e testimonianze da parte femminile che a quanto parrebbe confessano che: si, alle donne piace fare sesso. Esse pensano al sesso, si consultano sul sesso, si raccontano rapporti sessuali  (anche in maniera abbastanza dettagliata), confrontano i peni che hanno conosciuto compiaciute o esilarantemente disperate, provano il desiderio frequente di fare sesso e provano (come natura suggerisce) astinenza dal sesso se sane (fregne de legno comprese e palesate). Praticamente le stesse cose che proviamo e facciamo noi uomini. Per filo e per segno, scanso la comparazione delle vagine, che non ci appartiene ma che in compenso ci suggerisce sempre la stessa domanda: – ” Ma le donne molto grasse hanno una vagina molto grossa? – Chissà. In ogni caso, indubbia parità di genere. Ce lo suggerisce il successo planetario di “50 sfumature di Grigio“, e non stiamo parlando di un catalogo dal ferramenta per scegliere come pittare il bagno. Questo racconto di Erika Leonard fondato sull’esperienza sessuale vissuta al limite del sadomaso da una ragazza della porta accanto, ha destato scalpore, eccitazione e adorazione tanto da arrivare anche sul grande schermo. L’indiscutibile successo desta anche tante domande. La prima è: – ” Insieme a tutte le emozioni che ha suscitato, ha portato anche l’emulazione?”- Temo proprio di no. Un’amico recatosi al cinema, mi ha proposto questo affresco:

” Ero l’unico uomo non scherzo, o forse eravamo in tre, eterosessuali intendo, in tutta la sala più grande dell’Adriano. La sala sold out, e non ho mai vissuto scene più squallide: donne dai 16 ai 60 anni ogni volta che il protagonista, questo Mr.Grey, si spogliava, urlavano. Comitive di froci con l’ormone impazzito, donne che a momenti cedevano alla masturbazione, applausi ogni volta che lui prendeva una macchina o l’elicottero. Scene assurde, commenti fatti ad altavoce da Milfone da spisciarsi dalle risate. Il film ovviamente non vale un cazzo, apparte le location fighe e lui che vola in aliante, ma ti assicuro: vale il prezzo del biglietto solo assistere alla ridicolaggine di tutte quelle donne arrapate, nemmeno in un cinema a luci rosse di provincia nei primi anni ’80. Donne che saranno dei manichini a letto ma che si fomentano per il sadomaso estremo. (…) c’avevo ‘na coatta davanti che quando la protagonista rifiutava di concedersi per giochi sadomaso urlava in preda ad un embolo: “AH CRETINAAA! Io me sarei fatta pure er commesso..”. Comunque in finale tutti attori bellocci e palestrati, e donne mediocri pescate nella peggiore risma della media; l’avranno fatto apposta per far crede ad una donna mezza cozza di poter ambire a farsi ingravidare da un ficaccio carico di soldi con il gioco del sadomaso. Per questo un film che di regia è pari a Troppo Belli di Costantino Vitagliano farà il boom d’incassi.”  

Insomma, questo filmone da oscar per la categoria Brazzers non farebbe altro che suggerire quanto prima esposto, però noi tutti sappiamo che non è così. Non suscita emulazione, ne il film, ne il libro, ne una full-immersion su Pornhub. Non attecchisce dove già non cresce. Ma facciamo un passo indietro accenniamo la parte noiosa quella questione. Storicamente nella cultura occidentale, come in parecchie altre, le pulsioni sessuali dell’individuo sono sempre state celate per via del pubblico pudore, regolate dai dogmi suggeriti dalla Chiesa, etichettava come impure, osteggiate dalla società moderna. L’uomo, che prima vantava dichiarati diritti di predominio sul genere, beneficiava di una maggiore libertà sull’argomento, negli usi e nei costumi; ma sopratutto esercitava la scelta. Vigevano addirittura leggi, come ad esempio sull’adescamento mirante all’accaparrasi la loro dote, che lo tutelavano anche nel torto. Da qui si sviluppa il problema della sessualità vissuta dai due generi umani in maniera dispari, sino sviluppane a nostra insaputa, o per nostra ignoranza un imparziale sviluppo che a mio parere è giunto all’improponibilità dati i tempi che corrono, ormai eccessivamente maturi. – I’ La parità di sessi è sacrosanta  e come tale dovrebbe essere a letto come fuori, quindi non ci si può attaccare alle idee bigotte degne della più gretta Italia conformista anni ’50. – II’ Al giorno d’oggi gli uomini sono tempestati di tette e culi dalla mattina alla sera, come in una tortura degna di Guantanamo non veniamo mai lasciati in pace da espedienti che ci inducano al pensiero lascivo della sessualità. Siamo martoriati dalle opulente curve femmine e dai turgidi capezzoli ormai siamo costretti all’istinto della  masturbazione anche durante la  pubblicità dei biscotti. La fica è piazzata ovunque, viene messa ovunque, le tette sono diventate il nuovo nero, apparentemente stanno bene con tutto. Le pubblicità di lingerie sfiorano picchi da incubazione della masturbazione talmente palesi che vengono rimosse dagli snodi centrali del traffico per evitare congestioni ed incidenti, ormai Mtv sembra un canale pornografico, idemoniate cantano nude su palle da demolizione o twerkano in bikini, e i social network sono un forum di escort. L’intero pianeta sembra congiurare contro la nostra castità perpetuamente .  Mentre contro le donne è stato in grado di inventare solo il ciclo.   Ma come si potrebbe ovviare al problema? Accontentare gli uni e le altre? Rendere verità il sogno di 50 sfumature di Mazza, Perché di quella si parla; non raccontatemi la storiella dei retroscena affascinanti.

***

La soluzione parrebbe semplice e valida per entrambi i generi : se senti tanto il bisogno di accoppiarti fallo. Veritiero ma impreciso. Accantonando i problemi dell’innamoramento non pertinenti al nostro discorso, non possiamo non tornare sulla differenza della percezione della sessualità a tutt’oggi tra i due sessi nel XXI’ secolo, sopratutto in una città come la mia :Roma. La città dove si scopa meno al Mondo. La banalità della frase: ” Se un uomo va con tante donne è un Playboy, se una donna va con tanti uomini è una puttana” penso riassuma esaustivamente il concetto, spaventando le più puritane sdegnate solo dell’idea. Ma perché? Perché allora le sale sono pieni e due estati fa pure i ragni al limone con le sopracciglia unite e le suore stavano con quel libro in mano? Il problema apparentemente sarebbe totalmente riconducibile alle donne. Mentre noi stiamo sempre “a mezzogiorno” con “il missile puntato sul mondo“, le “palle gonfie d’amore“, la felicità di vederle confuse con un coniglio nella tasca, e tanti altri modi goliardici di dipingere l’erezione; loro, non fanno altro vestirsi ostinatamente come Ilona Staller il giorno di Halloween ( che è la nuova festa comandata della cagna) ogni giorno dell’anno, ma solo per gareggiare al titolo di Figa Frigida Regionale: La più figa meno illibata vince un diadema. Esse  appaiono totalmente disinteressate all’offerta di turgide e durature dimostrazioni testosteroniche dei nuovi servi della gleba, (citando Elio e le Storie tese), ma si compiacciono solo del primeggiare tra loro, in un confronto edonistico dai profili lesbici che provoca solo dissesti ormonali a chiunque si trovi spettatore di questo gigantesco cinodromo su due zampe. – “Eh,  è no carino! Guarda che noi donne non siamo mica tutte uguali.” Sento già l’eco dall’altra parte dello schermo.

Le Categorie

No, infatti a sentirvi singolarmente, sempre intente alla spregiudicata autoreferenzialità o lodare i voti delle vostre amiche momentanee, vi dividete in due grossi gruppi: Le Cagne e le Brave ragazze.

Le Cagne, più comunemente dette anche troie, mai scoperto se la derivazione del termine si debba alla leggendaria Elena di .., sono quelle che di solito la danno, quelle che sembrano sempre in calore, danzatrici epilettiche ed instancabili, sguardo da cerbiatto impallato pure sopra la tazza, bocca a papera fissa ad ogni scatto. Si detonano di alcool come un pastore russo fino ad essere ubriache cieche; mitologico giustificatore comune per metterci una pezza il giorno dopo; quando l’amico le fa ” Ieri t’ho beccata al cesso co’ uno, pareva che te lo volevi magnà, ma gli stavi a conta’ le corde vocali con la lingua?“. Insomma avete capito il tipo a chi mi riferisco, e vi immaginate pure come va a finire la serata di un esemplare di questa specie: Lei vestita come un ladyboy filippino, e lui col sorriso di quello che sa già di mettere le palle in buca, spariscono puntualmente in qualche anfratto per fa le pose plastiche nella Smart.

  Le altre, le sedicenti Brave ragazze, sono quelle che nella più disonesta dissimulazione delle loro più naturali pulsioni, costruiscono personalità ambigue, mettono su recite inutili, si circondano di paletti e fanno di loro una categoria ambita ma da evitare. Classificate classicamente come e le fidanzabili, sono ambitissime, naturali detentrice della castità, sono solite contare i mesi prima del primo amplesso contando le cene fuori, basandosi sui calendari cinesi, sull’oroscopo, raramente sull’ubriachezza quando non se la riescono proprio più a tenere. Sono le classiche che giravano con 50 sfumature di grigio in borsa.. sono il male, il male assoluto. Sfregiano le altre fino a farti sentire un maiale se ci sei finito, ti scansano se te ne sei fatte troppe e una volta che riesci a fidanzartici finisci inevitabilmente a fare la vita manco di tuo padre; di tuo nonno. Esse mentono a se stesse quando esultano all’uscita di un film simile. Colpevoli di aver rinnegato Mr.Grey un milione di volte nella loro vita. Sono tutte troie solo sulla poltrona del cinema ma poi..

Soluzione e Conclusioni

Signori miei, noi abitiamo nell’unica città in Europa dove uno, una donna, la deve andare a prendere a casa, le deve pagare l’aperitivo, la cena, il tavolo in discoteca, la benzina (avete presente la scena di RiskyBusiness no?) e comunque, in ogni caso, spesso e volentieri rischi di finire per andare in bianco. La smortina da 46 kg che vi siete caricati a tavola e mangia come tuo Zio a natale per giunta, ha il massimo criterio di scelta e purtroppo ti darà quello che cerchi molto più in la di quanto lo desideri. Perché lei è una brava ragazza, per questo la stai portando a cena. Per questo non l’hai trattata come quella cagna che ti sei calzato nel garage del tuo migliore amico spacciandola per una garçonnière per poi non chiamarla mai più dopo che avete fatto la Sweet chiariot (la carriola). Anche lei delusa e indispettita, magari con il cuore spezzato si imporrà di diventare una ragazza seria, si ripulirà, nasconderà il suo passato da ragazza che voleva solo innocentemente divertirsi; e diventerà un’altra stronza di 46 kg che mangia kg di sushi e conta gli amplessi con il calendario cinese. Signor miei: essere gentiluomini, sempre – Se tutti trattassero le donne da signore, senza distinzioni nel dopo, tra il comportarsi con una puttana e il comportarsi con una brava ragazza, si annullerebbe la differenza tra le due. Alla richiesta di fare sesso, risponderebbero solo donne che vogliono fare sesso, disinibite e tranquillizzate ormai, bramose di portare in scena il loro romanzetto sado senza remore o inibizioni, e chi non si adeguasse rimarrebbe tagliata fuori dal mercato. Svalutazione totale del privilegio di buona condotta delle cosiddette “brave”. Questo porterebbe a generare quella che in economia viene chiamata CONCORRENZA PERFETTA. Spensieratezza, libertà d’espressione che esula ogni canone presupposto per tenere in piedi la moina, la recita. Se vuoi avere successo nel mercato devi riconvertirti come le aziende che appartengono al passato: devi diventare una troia anche tu, non importa quanto tu sia bella, o interessante o intelligente, ci sarà sempre qualcun’altra con le tue stesse medesime qualità che saprà anche divertirsi, divertirsi ed essere sincera, a letto e fuori, come tu non sai; esibendo quella semplicità e quella spensieratezza che stregano. Quindi, è proprio il caso di dirlo, DTCR: Diventa Troia Che Ripasso.

D.B.

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2 pensieri su “E se fosse proprio “50 sfumature di Grigio” ad avvalorare la mia teoria della “Concorrenza perfetta”

  1. Non ho capito cosa c’entra la sempre banale bipartizione “cagna – brava ragazza” con quella cagata subumana anti cultura letteraria di “50 sfumature di grigio”?!
    Io avrei trattato del “sempre piaciuto” cliché della racchia sfigata che viene sbattuta come una maionese da un bel figonzio bilionario.
    Ps: Gesù santissimo Dio non tutte le brave ragazze hanno una copia di quella sozzeria in borsa.
    😉

    • La banalità di questi tempi è norma statistica da avvalorare in ogni dissertazione, poiché è la massa che condiziona il Mondo e i suoi costumi, ed esso è strapieno di persone banali; tant’è che probabilmente sarà il primo e l’ultimo libro letto da molte quella cagata subumana anti culturale,sessista, e scontata di libro. In ogni caso lei non ha evidentemente colto, mia cara lettrice.

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