Ecco cosa fa notizia oggi, e tu cosa scegli?

“Un cane che morde un uomo non è una notizia, capita spesso. Un uomo che morde un cane, quella è una notizia.”

Un tempo si diceva così in ambito giornalistico, antesignano spunto di riflessione sul cosa valesse la pena o meno incidere in calce sulla carta stampata e possibilmente comunicare ad un qual si volesse lettore. La ricerca della vera notizia. A dirlo era John Bogart (coincidenza), un redattore di cronaca cittadina del New York Sun negli ultimi anni dell’800. E oggi? bhe oggi è un po’ diverso l’andazzo.

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Recentemente uno scandalo da rotocalco del rotocalco (calembour?) ha visto protagonista il giornalista ed editore di un giornale del calibro di Chi, l’opinabile opinionista Alfonso Signorini, attaccato da diverse testate e dall’opinione pubblica per aver dedicato un paio di pagine ad un ministro della Repubblica, opinabile altrettanto per assenti meriti e curioso raggiungimento d’investitura del compito, che leccava di gusto un cono gelato. L’articolo titolava: Ci sa fare con il gelato. Qualcuno, subito dopo aver ricevuto la soffiata da qualche zia gossippara in fila dal parrucchiere, lanciò il sasso dalla propria redazione e domandò: Ma dov’è la notizia? Non c’è. E’ possibile che sia giornalismo questo? Mettere una ministro donna della magnificenza della Madia, ma che dico, mettere un ministro e basta, ma che dico, mettere una donna che lecca un gelato con un titolo a sfondo palesemente sessuate e sessista? No non lo dovrebbe essere. E stato giornalismo scriverlo per l’intera settimana seguente però. Già, perché sgattaiolato il fattaccio dalle sale d’attesa dei saloni di bellezza, scoccato di bocca in bocca a tutte le casalinghe di vogherà, è arrivato ad interessare tutti le testate nazionali e i telegiornali che ci abbinavano con l’occasione le loro opinioni politiche, partitiche, di lotta di classe e di generi, snobismo e via dicendo. Perfino, l’ordine dei giornalisti ipotizzarono una diffida per il redattore del sopracitato giornalone.

Aspè, quindi: “Una donna che lecca un gelato non è una notizia, un ministro che lecca un gelato manco, un giornalista che rende notizia una donna ministro che lecca un gelato è una notizia.”  Corretto.

– E pensa se c’era pure un cane..

– Che leccava il gelato?

– Non per forza.

– Non ti seguo.

– Fai una rassegna stampa, ma prima osserva la home del tuo Facebook per una settimana e fai un censimento di cosa è più postato e ripostato.

– FATTO?

– Aspè, me levo la colla vinilica dalle mani, e ci provò.

– Nel frattempo, aggiungere delle foglie di salvia e girare in senso orario a fuoco medio..

– Dai falla finita di prenderli per il culo che questi ti stanno pure a legge, idiota..

Okok, hai ragione. Comunque se fate una rassegna stampa, tra giornali online, ed edizioni online di testate, se osservate le home e le pagine di condivisione con più fan, vi troverete sicuramente immersi nei video degni animali che “spopolano sul web”. Cani morsi da uomini? Naaa.. Cani e basta, cani che corrono, cani vestiti per natale, cani vestiti da scemi, cani che sembra che parlano, cani menomati (poverini) che ora hanno le rotelle, cani a rotelle quindi, cani che aspettano i padroni che tornato dall’Afghanistan; Gatti poi…  gatti come se piovessero, gatti che miagolano, che fanno finta di leggere, che saltano, che ballano, piccoli, grassi, belli, meno belli, che dormono, che fanno cose stupide, che si fanno coccolare.. Wow. Non basta, no perché poi ci sono tutte le altre razze, quelle che fanno il botto; l’ornitorinco per esempio: un’animale inventato senza dubbio per scherzo, che se sapesse quello che pensiamo di lui col cazzo che ci mangerebbe dalle mani, e poi conigli, panda, canguri, koala, scimmie, tigri, pinguini, insomma.. tutto. Ma sopratutto gatti.

Le home, le nuove prime pagine delle testate del XXI’ secolo appaiono suddivise in nelle seguenti: Dilazione perpetua delle due notizie selezionate per la settimana: politica e di cronaca nera. Che mi ricorda tanto le collane della DeAgostini, quelle che le iniziavi a seguire, poi dopo un po’ ti rompevi le palle e smettevi per forza perché non facevano mai uscire il numero con il pezzo bello e fondamentale, la svolta. Poi gli articoli e i video sugli animali, e poi qui e là, tette che spuntano. Che come il nero stanno bene su tutto e vanno forte con i click e le visualizzazioni che pagano le pubblicità.  A volte entri sul Messaggero.it o su Repubblica e ti pensi di stare su Fanpage, o su ScuolaZoo, allora entri su Fanpage, e ti sembra di stare su PornHub.. allora a quel punto dici: entro diretto su PornHub e poi esco a vado a comprà il giornale. Che è l’unica.

Un giornalista tempo fa twittò: “In Italia siamo 60milioni e ogni giorni si vendono solo 1milione di quotidiani, un quarto li compriamo noi giornalisti, mi sa che se non cambia qualcosa l’editoria morirà.” 

Eh me sà, poi se continuano con certe notizie. Certo i quotidiani non sono tutti uguali, ovvio, ci sono quelli che parlano di cronaca, cani e veline,quelli di parte che dicono il meno possibile, e quelli che sono troppo faziosi e basta. La gente si stufa, sia della frivolezza nell’informazione, del qualunquismo ripetitivo, sia della faziosità di parte, e smette di leggere. E quindi?

E quindi io che sono nato sotto il segno del pirla, co’ 4 euro in tasca provo a farmi finanziare un giornale nuovo. Mi spremo, cerco di raccogliere e proporre notizie interessanti, diverse, editoriali costruttivi, curiosità, corsivi irriverenti, inchieste, poche e non di parte, aperte ai confronti, anche interni alla linea redazionale, con penne giovani e appassionate e nessun padrone. Cerco di offrire qualcosa di rinnovato, di diverso. E poi bho.. Vediamo.

Allora uno un amico mi dice: “Ma non ci conviene fare un giornale scandalistico pure a noi? Mi ha detto un mio amico giornalista che ha scritto su un sacco di testate, che ormai editoria e carta stampata non vanno più da nessuna parte, sopratutto senza un partito alle spalle che finanziandoti ti dice cosa scrivere, quanto e come; però Novella 3000 con tutti quegli sconosciuti dei reality vola e stampa copie su copie. Non moriranno mai quelle riviste, perché sanno cosa vuole la gente, la gente non vuole verità assolute, inchieste, noie. Guarda la Gabbanelli: Report non fa nemmeno un decimo dello share di X-factor quando Morgan si gratta, e se fa un’inchiesta dove ci vogliono le palle gli vanno pure tutti contro. Invece te prendi e fai un bell’articolo che compara le Tette di tutto il pubblico di Uomini e Donne, e lì è ovvio, tocchi la donna comune, sfiori la percezione della casalinga di Treviso, risvegli l’interesse che ne so.. del bracciante lucano, l’ardore del pastore abruzzese. E poi l’imprenditoria è anche questo. Riuscire vendere un prodotto al consumatore secondo i suoi bisogni, che siano notizie o buste di carta. “

 

No grazie, no grazie. Non fa per me, sai io sono uno di quelli che un giorno vorrebbe arrivare a poter dire quella battuta di Bogart ( Humphrey però) in Deadline :

” That’s the press baby, the press! and there’s nothing you can do about it. nothing.”

db

 

 

 

 

 

LegothaCopyright

 

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