Napoli uccide prima

Purtroppo è così, Davide Bifolco prima ancora di essere stato ucciso da un carabiniere ventiduenne “è stato ucciso da Napoli”. E’ facile accusare le forze dell’ordine adesso, citare in blocco tutti gli altri casi in cui poliziotti e militari hanno sbagliano, mostrando le lacune del loro addestramento e del loro reperimento naturale, lasciando tetra parte alla paura, alla fretta. E’ giusto sottolineare l’incapacità di rispettare le regole d’ingaggio in questi casi: sparare in aria, poi alle gambe e poi come ultima ratio al corpo. Avremmo ancora un caro amico tra noi, se tanti anni fa a Badia Alpino fosse.. Ma non è stato. Non si può inciampare così spesso con una Beretta calibro 9mm senza sicura in mano. Non si può confondere troppo spesso agnelli per leoni. Non si può andare in motorino in tre per il codice della strada, non si può non indossare il casco alla guida di un ciclomotore ( precisamente dal 30 aprile 1992, non da ieri), non si può forzare in posto di blocco senza il rischio di incombere in un inseguimento e diventare bersaglio. In Italia non si può. E Napoli fa parte dell’Italia, anche se spesso gioca ad emanciparsi perché disprezzata con tanta foga da tutto il resto. Napoli ignora leggi e codici della strada, applica le sue singolari “consuetudini” e marchia impietosa i suoi più affezionati abitanti imboccandoli al rischio e raccomandandoli a San Gennaro. Se tanti, troppi giovani non si perdessero nella strada e nelle sue parallele leggi di vita, non pregiudicassero loro per primi le loro vite abbracciando una sorta di sbando d’appartenenza, tramandato dalla nascita in un “quartiere”, se non seguissero quelle abitudini malsane che dilaniano le periferie e le frequentazioni, Davide sarebbe ancora a giocare in quella sala biliardo; e quel ventiduenne con poco equilibrio non sarebbe, che venga condannato o meno, un assassino.

db

LeGothaCopyright

 

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Un pensiero su “Napoli uccide prima

  1. napoli è narciso che si specchia in un mare di monnezza.E’ uno stupendo, disperato,imploso ragazzo, innamorato della sua immagine nera dei liquami di bagnoli,vestita con le pezze di mille chinese shops,truccata da puttana di decine di padroni di ieri,di sempre.E continua a ripetere—sta senza pensier—mentre annega.

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