Il Costume da Uomo: tra errori di gioventù e il segno della Pudicizia altrui

Li guardiamo tutti con malcelato disprezzo mentre ci passano accanto, anche quando cerchiamo di spiaggiarci nelle mete estive più esclusive, e ogni volta c’è qualcuno come me che esclama – “ mmmh Il costume a Slip? pensavo che un decreto legge lo avesse vietato alla fine degli anni 90” – seguono risate, ma purtroppo non è vero. Non c’è nessuno decreto.

Il passante oliato lo sa, e con il suo “pacco” senza troppe pretese in mostra, mi sfila davanti con la legge dalla sua parte. Lui sogna la novità del 2014 appena ordinata su Ebay, il Mezzo-slip, il Mens Brief Bikini. A suo parere è sexy – “Si sexy come lo scroto in persona” – lo incalzerei se conversassimo. Io schifato chiudo gli occhi e mi sforzo di pensare ad altro. Lui passeggia con i piedi alle 10.10 e pensa a quando riprenotare la ceretta per il petto, si accarezza il tribale generoso sull’avambraccio.

Eppure un tempo eravamo uguali, glabri, e commettevamo lo stesso crimine. Ero alle elementari e ogni tanto tra i corsi di nuoto e il mare indossavo anche io lo “slippino”, poi in seguito all’incombente rischio delle prime erezioni balneari invocai la grazia. Mia madre acconsentì senza fare troppe domande e quell’indumento venne eliminato a vita dal mio armadio, esiliato per sempre nei miei ricordi infantili. Purtroppo non è andata così per tutti, e il successo di Borat non ha aiutato. I passaggi dopo non furono immediatamente rose e fiori. Alle medie, recidivo, caddi come molti in un altra bislacca tenuta estiva tuttora osservabile nei peggiori bar di Caracas o nelle spiagge di confine del più esotico lido di Torvajanica magari: Il Sundek corto nero con l’arcobaleno sulle natiche. Consuetamente indossato con le Magnum e la t-shirt aderente corta all’ombelico va annoverato sicuramente tra ” i 10 look da non adottare al mare”. Passò anche quello, ma la tappa successiva non migliorò di molto la situazione. Ormai erano i tempi del liceo, le erezioni balneari erano continuative e frequenti e allora la fortuna giocò dalla nostra: La moda del costume da Surf anche per chi faceva solo gara di calippi alla coca-cola. Lungo al ginocchio o a volte anche pericolosamente oltre, rigorosamente di fantasie fiorate, o comunque ampiamente tamarre; come dimenticare il Katin con la retina che con l’acqua cambiava colore, quello camouflage , inconsapevole precursore della tendenza dell’estate scorsa, i Billabong con il pettinino per togliere la paraffina che penzolava a caso dalla tasca senza un degno impiego, il Quicksilver con le ali dorate intorno alla vita ( minuto di vergognoso silenzio) e per quelli che proprio non avevano genitori accorti e intesi a difenderli dalle mode passeggere: Il pinocchietto fiorato ancora una volta firmato Sundek. Ricordo che tra gli altri ne avevo uno della Bear, nero con la bandiera della Nuova Zelanda ricamata su una coscia: Union jack e stelle sparse. Era bello ma troppo sobrio, per quello non lo mettevo mai. Altro giro altra corsa. Anni dopo sbocciò la moda di indossare per il mare i pantaloncini da calcio delle divise di squadre inglesi e non.

Forse l’idea più stupida dopo fare il flashetto con il filtro degli spinelli finiti, farsi il bagno con quei calzoncini 90% acrilico 10% elastico voleva dire rimanere bagnati fino all’ora della doccia a casa. Un appunto, tanti abbinavano, e continuano ad abbinare sotto ognuno dei capi citate elegantissimi boxer con elastici a vista con sobrio contrasto. Unica nota a favore : buon contenimento delle erezioni improvvise. Note a sfavore? Elencarvele mi impegnerebbe la settimana. Naufraghi in pena finalmente trovammo un porto sicuro e a tratti adeguato à la plage: Il celeberrimo, fomentato, variopinto, audace, inflazionassimo boxer da mare targato Ralph Lauren. Comodamente reperibile al prezzo quintuplicato del suo reale valore negli States, rimane tuttora l’instancabile divisa da mare di chi sa quasi darsi un contegno sulla sabbia. Certo ha veramente stuccato, e se abbinato co le Havaianas o le L.A. Trainer fantasiose e la t-shirt anch’essa color pastello Ralph Lauren va a comporre un totalook che mi infonde una certa “ansia”. Ma di solito lo fanno solo quelli che hanno mentalmente o anagraficamente sedici anni. Passerà anche per loro. Ormai l’età si faceva sentire. I tempi erano abbastanza maturi per la scelta del costume giusto e di un outfit da mare piacevole era consigliabile. Del resto la prova costume, inesorabile scossone alla pigrizia, ogni anno ribadiva puntualmente spietata la stessa verità : l’unica cosa che poteva starti bene era il numero delle ciabatte. I boxer da mare Vilebrequin delle fantasia così stravaganti da saper distogliere tutti dalla pancia. Il classicone di Hartford, che ti accompagna una vita scolorendosi delicatamente fino a raggiungere la tonalità unica, idilliaca. I costumi su misura con gli scampoli di cotone fatti a Salina, a pois, con piccoli quadri, disegni semplici ed eleganti. Ecco insomma l’eterna risposta alla scelta per l’outfit da spiaggia. Boxer, semplice, rigorosamente di una lunghezza a mezza coscia, tassativamente senza tasche laterali o fronzoli strani, ben allacciato e senza mutanda sotto, sopportate il fastidio. Siete uomini. Sopra una bella camicia di lino ampia e delle esparillas sobrie, magari originali comprate a Biarritz. Niente eccessi, niente stravaganze che finiscono per sfociare sempre irrimediabilmente nel cafone. Altrimenti proprio non sopportate le cose bianche, e potete permettervelo, fate come l’avvocato Agnelli a largo di Port Cross, prendete il sole completamente nudi. Ma lo Slip, o il Mezzo-Slip ve prego NO!

db

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Un pensiero su “Il Costume da Uomo: tra errori di gioventù e il segno della Pudicizia altrui

  1. certo anche lo slip calvin klein sotto il costume ha fatto la storia, roma fa tutto per apparire e nulla per essere. Difatti i ragazzi si ritrovavano bagnati per tutto il giorno al primo bagno, oltre ad essere una moda obrobriosa.

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