Il Fisco a Cortina nell’anno del Fiasco

Buon anno,

Ma anno nuovo vita nuova? A quanto pare si; recessione, declassamento, socialismo, stato di polizia? O pulizia?

Quello che volete, purché costi poco, perché di denaro “ghe n’è minga“.
Forse no, forse è semplicemente il solito scandalo all’italiana, dura una settimana e sacrifica i classici capri, capretti e maiali espiatori. E poi vola via. Giusto il tempo di un caffè.

Mi riferisco ai controlli fiscali effettuati in data 30 dicembre 2011 nella splendida perla delle Dolomiti, Cortina. Ebbene pare che abbiano scoperto che a Cortina le tasse non se pagano “d’Ampezzo”. Per mano di ben ottanta , la Zanicchi ne avrebbe chiesti 100, agenti delle imposte dirette, che all’alba della fine del mondo profetizzata dai Maya ( quel popolo che noi occidentali abbiamo accuratamente sterminato e che quindi forse adesso ci sta mettendo ansia per dispetto) sono stati inviati da qualche sveglio poltronissimo politico amante del mare, folgorato da un improvviso colpo di genio. Resosi conto che forse, ma dico forse, per tanare chi ha molti soldi da spendere, nella maggior parte dei casi colui che non paga le tasse, o che comunque ci marcia un pochino sopra tra leeasing intestati a qualche vatusso dell’africa nera e case intestate a qualche gatto ereditiero, basta andare dove i soldi girano in Ferrari.

Nell’ambiente già si mormora che l’audace scopritore sia lo stesso che ha scoperto anni fa l’acqua calda e ne ha rilasciato il brevetto.

Ma non facciamo nomi, che non ho piacere. Insomma giù di controlli fiscali, posti di blocco per macchine da superbollo, e minuziose ricerche negli alberghi cinque stelle lusso ai danni dei MegaDirettoriGalattici e degli imprenditori di appalti ( previo corruzione) che gomito e gomito se ne stavano al sole con il whisky in pole position nelle valli non troppo innevate della splendida cornice montanara, senza sapere che li aspettava un tranquillo capodanno di paura.

– “Ma che quindi si deve dichiarare la poltrona di pelle umana?” Si domandavano tutti, vestiti da tirolesi durante un party in qualche cottage Al Faral i “tartassati” Ampezzani il giorno seguente. Parrebbe di si.
In effetti era decisamente giunta l’ora di farsi due conti e vedere tutti i soldi che mancano all’appello dove vanno a finire. Dato che mentre il popoletto pratica alla cintura il celeberrimo “Buco Mussolini”, c’è chi se ne va su un 30 metri che la batte bandiera delle Chayman ( non come la Liberiana dei bei tempi) in Cotè Azur.. ed è proprio quello il problema non considerato dalle ingenue e colluse amministrazioni precedenti.

Ok, non è questo il modo giusto. Certo l’ufficio delle imposte e la finanza italiani non sono di certo la CIA, non ci si poteva aspettare più di tanto, ne una valida risolutezza nell’agire. Come il Sole24Ore ha riportato, durante uno dei controlli il proprietario di uno degli alberghi messi al vaglio dagli agenti ha risposto a gli intervistatori che : – Dopo questa bravata del fisco, che ha fatto gridare “allo stato di polizia” – i suoi clienti si limiteranno a recarsi a Saint Moritz per la settimana bianca, o direttamente per tutti gli anni seguenti, così da non rischiare eventuali future  e spiacevoli sorprese.
Ed è qui che inviterei a riflettere, cosa intendiamo fare in questo modo?

Intempare decine di migliaia di cause miranti l’imporre di versare l’ammontare delle tasse arretrate, che nel migliore dei casi finiscono con il versamento da parte degli imputati un terzo della cifra evasa, e privarci anche di quei soldi che fanno girare l’economia all’interno del nostro paese? Lo volgiamo assassinare del tutto il made in Italy? Vogliamo rimettere in auge la polizia di frontiera che controlli solo le macchine di lusso e non le faccia espatriare? Così i ricconi sarebbero costretti a parcheggiare le Benteley a Mentone e Lugano e fargli valicare la frontiera con una Fiat Tempra ? Gli Agnelli sabotarono già il sistema ferroviario italiano per far vendere gli Iveco dicevano, potrebbe essere il secondo capitolo della saga. Vogliamo alzare il prezzo per metro dei posti barca per spingere i natanti stranieri a non attraccare nei nostri porti e non fargli spendere i soldi di cui abbiamo bisogno? Insomma qual’è il vostro intento?

Forse per punire chi non vuole pagare ciò che ha rubato grazie alla politica e ad un sistema giudiziario sottosviluppato, obero e inetto, dobbiamo umiliare e spogliare dei propri averi tutta la classe dirigente. Dobbiamo uccidere i liberi professionisti e darli in pasto ai poveri per quietare le messe, e far fuggire tutti gli italiani che non soffrono la crisi.
Io credo che nel gettare in pasto ai cani questo capro che tanto stanno sbandierando per infiammare gli animi del popolo affamato che continua a pagare gli errori del passato, lo stesso che nonostante tutto fa la fila fuori da Louis Viutton e Tiffany e che si guarda i cinepanettoni, non viene tenuto conto del fatto che “fare i soldi” e volerseli godere è l’intento, non che il diritto di chi ha deciso di investire nel libero mercato concepito dal capitalismo, che è essenziale dicono, e dovrebbe essere tutelato e non spogliato, in un paese che ha deciso sessanta anni or sono di vestire quella maglia. Che quindi Befera segua il consiglio di Cicchitto: che sguinzagli i suoi segugi anche ad Ovindoli, a Pratonevoso e d’estate a Ostia e Jesolo. Scoprirà che di italiani che hanno il suv e che dichiarano meno di 30.000 euro all’anno ne trova quanti ne vuole. E forse allora capirà che nel nostro paese non c’è un semplice problema fiscale. Ma un problema sociale..e la via per curarlo è molto più impervia.

Concludo con una citazione che lasciando Cortina dopo un week end inizio dicembre, mi è dispiaciuto pronunciare:
Andavo a Cortina quando le contesse facevano le puttane, adesso che le puttane fanno le contesse..non mi diverto più.

Anonimo Ampezzano nostalgico e socialista

 

 

 

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